Bonus 600: chi può presentare domanda del riesame di richiesta?

Bonus 600: chi può presentare domanda del riesame di richiesta?

Buone notizie per tutti i lavoratori autonomi, parasubordinati e dipendenti stagionali, istituiti nel Decreto Cura Italia e confermati nel decreto Rilancio. Per i soggetti che facevano parte delle categorie sovra scritte, arrivano buone notizie dall’INPS, che con un’apposita circolare lunedì 1° giugno ha voluto fare delle precisazioni sulla gestione delle domande per la richiesta di indennità presentate.

I chiarimenti riguardano le novità procedurali, in quanto viene infatti prorogato di qualche giorno, dal 3 all’8 giugno le domande per poter accedere al bonus di marzo; opportunità fino al 21 giugno invece per presentare il riesame delle richieste che siano state rigettate per alcune categorie. Infine, la comunicazione del riesame d’ufficio in corso per alcune categorie.

Andiamo quindi ad analizzare nello specifico quali sono le novità più importanti messe a disposizione dall’INPS nei confronti dei lavoratori, analizzandole una ad una.

Proroga termini bonus marzo

In apertura dicevamo della proroga per i termini del bonus marzo fino all’8 giugno, provvedimento indirizzato per alcuni soggetti che di seguito elenchiamo: I soggetti titolari di assegno ordinario di invalidità, per cui l’eventuale ammissione al fondo di marzo comporterà conseguenzialmente anche quella per il mese di aprile.

L’altro gruppo di soggetti interessati dalla decisione, sono i titolari di Reddito di Cittadinanza inferiore a 600 euro oppure 500 se si tratta di lavoratori agricoli, questi non avevano diritto all’indennità per il mese di marzo, ora possono richiederla per ottenere l’integrazione fino al raggiungimento dell’importo del bonus per il mese di aprile 2020.

Modalità di richiesta di riesame

Accedendo al servizio “Indennità 600 euro” cliccando poi alla voce “Esiti”, è possibile poter consultare gli esiti delle domande di indennità per Covid-19 così come le eventuali motivazioni che hanno portato al rifiuto della richiesta di accesso all’indennizzo.

L’operazione potrà essere svolta non solo dal Patronato ma anche dal semplice cittadino dotato di apposito pin; la necessità di dare una seconda possibilità di invio di documentazione a sostegno dell’accoglimento della domanda, deriva dal fatto che poco più che un paio di mesi fa tali richieste erano state respinte in via “provvisoria”, in quanto erano ancora in corso aggiornamenti dati e attività amministrative.

La richiesta di esame quindi va inviata tassativamente entro il 21 giugno, nel caso la domanda sia stata rigettata dopo il 1° giugno, va comunque presentata entro 20 giorni a partire della data in cui è stata ricevuta la comunicazione di reietto.

La sezione “Esiti” di cui si accennava anche prima, è quella all’interno della quale va inviata la documentazione richiesta, all’interno della procedura “Indennità 600 euro” o tramite la casella di posta istituzionale dedicata: riesamebonus600.nomesede@inps.it: ogni struttura territoriale INPS infatti, ha già provveduto ad attivare la propria casella di posta istituzionale.

Partite iva e operai agricoli

Per quanto concerne professionisti con partite IVA, qualora la richiesta sia stata respinta per la mancanza di iscrizione alla Gestione separata, è necessario verificare la presenza di una partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 presso Agenzia delle Entrate e il corretto adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa vigente, in particolare con la compilazione del quadro RR sez. II delle dichiarazioni.

In questo caso infatti pur non essendo iscritto alla Gestione separata, il professionista ha comunque adempiuto agli obblighi derivanti dalla normativa ai fini della determinazione della contribuzione previdenziale.

Nel caso però l’attività sia iniziata a partire dalla data del 1° gennaio 2019 e quindi non siano decorsi i termini per gli adempimenti fiscali da parte del professionista, sarà sufficiente per il beneficiario allegare all’istanza di riesame la ricevuta della comunicazione di inizio attività.

Per quanto concerne invece gli operai agricoli, considerato che il mancato raggiungimento del requisito potrebbe essere stato determinato dal mancato invio nei termini delle denunce di manodopera 2019 da parte del datore di lavoro, è stato consentito al potenziale beneficiario di segnalare l’invio nel mese di aprile di denunce di manodopera tardive contenenti giornate di lavoro a lui riferite.

Sarà possibile variare anche l’IBAN o effettuare la rinuncia al pagamento del bonus attraverso la stessa procedura telematica, la variazione del codice IBAN stesso può essere fatta solo da chi ha presentato la domanda.

Ci sono tuttavia casi in cui non ci sarà nemmeno bisogno di effettuare domanda di riesame, questo in particolare riguarda:

  • Le domande dei lavoratori stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali, per carenza del requisito della qualifica di stagionale nelle denunce mensili Uniemens,
  • I titolari di assegno ordinario di invalidità, che a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Rilancio), ha stabilito la compatibilità del bonus con questi assegni,
  • Le domande presentate erroneamente per una categoria di appartenenza sbagliata

Tag: Bonus 600 euro, Lavoratori dipendenti stagionali, Riesame bonus, lavoratori autonomi, lavoratori subordinati