Bonus 600 euro: per chi è prevista l’estensione?

Bonus 600 euro: per chi è prevista l’estensione?

Indennizzo di 600 euro non concorrente alla formazione di reddito, per il mese di marzo per tutti i lavoratori autonomi e professionisti iscritti egli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria a causa dell’emergenza Covid-19

Questo è quanto previsto dal Decreto che fissa i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità riconosciuta di cui all’art. 44 del D.L. n.18 del 17 marzo 2020 a valere sul “Fondo per il reddito di ultima istanza”.

Nel fine settimana tuttavia, sono state apportate alcune modifiche, come ad esempio l’estensione del bonus a valere sul Fondo per il Reddito di ultima istanza ai professionisti iscritti alle Casse private. Come affermato anche da una nota INPS, il pagamento del bonus potrebbe essere elargito già dalla prossima settimana, seguendo un iter veloce visti anche i recenti malumori denunciati a più riprese da parte della popolazione in questi giorni.

Tra i fruitori del bonus non figureranno però gli amministratori di società di capitali iscritti alla Gestione separata, dopo che la Cassazione, a sezioni unite, ha infatti definito questi rapporti come “societari”, e quindi l’accesso sembrerebbe sbarrato.

Da dissipare inoltre, rimane ancora qualche dubbio, il principale riguarda la sfera del lavoro autonomo: dal testo infatti, non si capisce se ad avere diritto all’indennità saranno i titolari di partita IVA individuale, oppure anche i soci di società di persone.

Requisiti e iter

Il principale requisito per poter godere di questa misura straordinaria è che il soggetto richiedente deve aver adempiuto agli obblighi contributivi dell’anno 2019 con la propria Cassa previdenza.

Il Decreto fissa poi l’apertura della finestra per la richiesta di istanza dal 01 aprile 2020 al 30 aprile 2020. Non saranno ammesse istanze presentate dunque successivamente alla data in oggetto. Un aspetto sicuramente rilevante è quello del monitoraggio delle risorse.

Gli enti di Previdenza a cui va inviata la domanda, con cadenza settimanale, dovranno comunicare al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al MEF le istanze presentate e quelle ammesse al pagamento e questo per monitorare gli scostamenti di spesa rispetto al limite (ovvero di 200 milioni per l’anno 2020).

Eventuali variazioni rispetto al limite di spesa non posso essere autorizzati in autonomia dalle e rispettive Casse, ma per poterlo fare saranno necessari dei decreti del MEF, sentito il Ministro competente e in ossequio a quanto riportato all’articolo 126 comma 7 del DL 18 del 2020.

L’istanza deve essere presentata al proprio Ente di Previdenza secondo lo schema previsto dai singoli enti, compresa di autocertificazione allegata. Il professionista dunque dichiarerà sotto la propria responsabilità di essere lavoratore autonomo o libero professionista, non titolare di pensione.

Allo stesso modo, dovrà dichiarare di non essere già percettore delle indennità previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, né del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.

Il professionista sarà inoltre portato a dichiarare:

  • Di aver percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito complessivo non superiore ai 5000 euro e la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi conseguenti all’emergenza Covid-19

 

  • Di aver percepito nell’anno 2018 un reddito tra i 35.000 e i 50.000 euro e che abbiano chiuso la partita iva tra il 23 febbraio 2019 e il 31 marzo 2020 oppure sempre in tale intervallo di redito che abbiano ridotto al 31 marzo 2020 l’attività del 33% rispetto al primo trimestre 2019, in entrambi i casi in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, con il reddito che sarà indicato dai ricavi percepiti al netto delle spese sostenute.

 

Altri documenti da presentare

 Oltre all’autocertificazione di cui abbiamo parlato prima, all’istanza è necessario allegare copia del documento di identità e del codice fiscale e le coordinate bancarie o postali per l’accredito.

La mancanza delle indicazioni sopra riportate e in mancanza della copia della carta di identità, del codice fiscale e delle coordinate bancarie/postali la domanda si considera inammissibile. Non sono state fissate ancora le modalità e i termini con i quali gli Enti trasmetteranno i nominativi all’Agenzia delle Entrate e all’INPS per effettuare i controlli.

Soggetti non appartenenti a Casse di Previdenza Private

 Il Ministero dell’Economia ha stabilito che, l’indennità di 600 euro, non è prevista alle società e quindi compete ai singoli soci se iscritti alle gestioni dell’INPS, chiarendo tutti i dubbi che erano legati al possesso o meno della Partita IVA come requisito per essere incluso o meno dell’insieme di soggetti che possono beneficiare dell’indennità.

Ad entrare nella platea dei soggetti che fruiranno dell’incentivo, saranno i soci che operano in settori coperti dall’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) in particolare in attività iscritte all gestione commercianti e artigiani INPS: sono quindi esclusi quelli che operano nel settore industriale.

Il bonus riguarderà anche i soci lavoratori amministratori di Srl, al contrario degli agenti di commercio, in quanto essi sono obbligati  alla doppia iscrizione AGO ed ENASARCO e quindi a loro pare destinata la possibilità di accedere all’indennità per i professionisti con cassa di appartenenza.

Tag: Bonus 600 euro, Casse di Previdenza Private, Iter di presentazione


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