Bonus babysitter e congedi parentali: come accedere?

Bonus babysitter e congedi parentali: come accedere?

Nel Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel tardo pomeriggio di ieri, sono state riconfermate anche per il prossimo mese tutte le misure di sostegno alle famiglie con figli, approvate già nel decreto Cura Italia dello scorso mese di marzo.

Quali sono quindi le misure che continuano ad essere valide con l’entrata in vigore del nuovo decreto? In primo piano mettiamo la conferma di ulteriori 15 giorni di congedo parentale che faranno arrivare il totale dei giorni previsti a quota 30.

Il periodo di licenza è previsto per uno dei due genitori, lavoratori dipendenti con una indennità al 50% della retribuzione di cui potrà fruire dal 5 marzo al 31 luglio, anziché il 30 settembre come era stato scritto nelle bozze delle scorse settimane.

Altra misura confermata, sarà quella del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting viene aumentato: non più 600 euro, la cifra destinata viene infatti raddoppiata, arrivando a 1200 euro, da utilizzare per aiutare nel pagamento delle prestazioni effettuate nel lasso di tempo compreso tra il 5 marzo e il 31 luglio 2020.

Il bonus avrà una certa “versatilità”, ovvero potrà essere sfruttato non solo per pagare le babysitter, ma anche per il pagamento dell’iscrizione ai Centri Estivi, rientranti nell’elenco dei servizi integrativi per l’infanzia e all’interno del novero di servizi socio-educativi territoriali centri ricreativi.

Buone notizie, per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, privato accreditato, sanitario e accreditato e del comparto sicurezza, difesa e soccorso: per tutti questi soggetti, l’indennità viene aumentata da 1000 a 2000 euro.

Tra le altre misure, sono concessi ulteriori 12 giorni di permessi ex legge 104 1992, per l’assistenza a familiari in condizioni di disabilità da fruire nei mesi di maggio e giugno 2020. La possibilità di assentarsi dal lavoro senza alcuna indennità e senza copertura figurativa, viene concessa anche per i genitori con figli di età inferiore ai 16 anni. A questi lavoratori viene comunque garantito il divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Richiesta del bonus congedo: come fare?

Già a partire dalla data odierna, mercoledì 20 maggio, è possibile inoltrare la domanda per le persone che volessero fruire del nuovo Congedo COVID-19 e che hanno i requisiti di accesso ai congedi parentali “ordinari”.

Questi possono presentare domanda al proprio datore di lavoro ed all’INPS, utilizzando la procedura di domanda ordinaria:

  • I genitori di figli di età maggiore a 12 anni portatori di handicap grave, che non stanno già fruendo nel frattempo di un prolungamento del congedo parentale, potranno avere accesso al congedo in oggetto,
  • I genitori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, devono presentare domanda di congedo COVID-19 unicamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS.
  • Gli iscritti alla gestione Separata con figli minori di 3 anni, potranno inoltrare domanda all’INPS, utilizzando la procedura di domanda di congedo parentale già utilizzata. I periodi di congedo parentale “ordinario” eventualmente già richiesti, anche se fruiti durante questo periodo di sospensione delle scuole, non potranno essere convertiti nel congedo COVID-19.
  • Agli iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti non sarà richiesta la regolarità contributiva, l’indennità riconosciuta sarà pari al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto, ne hanno diritto i genitori con figli anche maggiori di 1 anno e fino a 12 anni di età oppure figli con handicap in situazione di gravità. I genitori con figli minori di 1 anno possono fare domanda all’INPS utilizzando la procedura di domanda di congedo parentale già in uso, i genitori con figli di età tra 1 anno e fino ai 12 anni, oppure di età superiore ai 12 anni portatori di handicap grave potranno presentare domanda all’INPS.
  • Per i lavoratori pubblici le modalità di fruizione stabilite dall’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Le domande non vanno presentate all’INPS ma alla propria Amministrazione.

Permessi legge, estensioni previste

Per quanto concerne l’estensione dei permessi legge 104/1992, sarà possibile sommare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con i giorni di permesso retribuito per legge 104 così come estesi dal decreto Cura Italia, quindi ai 6 si aggiungono i 12 di marzo e aprile.

Nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità grave. Tutti i permessi sono anche frazionabili in ore e possono essere fruiti consecutivamente nello stesso mese.

Il lavoratore dipendente privato che ha già un provvedimento ai permessi valido sia per i mesi di marzo e aprile, non sarà costretto a presentare una nuova domanda, i datori di lavoro dovranno altresì considerare come validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi.

I congedi e permessi non sono fruibili se l’altro genitore è disoccupato, oppure risulta non lavoratore o in presenza di altri strumenti di sostegno al reddito, per i lavoratori pubblici, dovranno fare riferimento alle indicazioni dell’amministrazione di appartenenza.

Voucher babysitter: come fare

Capitolo bonus babysitter, le cui richieste sono già partite sin dalla mattinata. Il bonus, per le prestazioni effettuate nel periodo di chiusura delle scuole, è accessibile a:

  • Genitori con figli di età inferiore a 12 anni alla data del 5 marzo 2020
  • Per i figli con handicap in situazione di gravità, purché iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, in questo caso oltre il limite di 12 anni di età.

Il decreto prevede che per il voucher babysitter venga utilizzata la modalità del Libretto Famiglia elettronico gestito dalla piattaforma INPS, in vigore dal 2017 per gestire i lavoretti occasionali per la casa.

Si tratta dei nuovi buoni lavoro telematici che hanno preso il posto dei precedenti voucher lavoro. In sostanza si tratta di un libretto digitale intestato al beneficiario in cui l’INPS depositerà la somma e con l’ordine del titolare alla fine della prestazione, sulla piattaforma, l’importo viene trasferito alla persona incaricata.

Per ottenerlo sia il datore di lavoro che la babysitter dovranno registrarsi sulla piattaforma INPS con il proprio codice fiscale, utilizzando il PIN INPS (qui le istruzioni per richiederlo) o lo SPID. Nel caso si possieda un PIN con password scaduta o smarrita, il cittadino può accedere alle funzioni di gestione del PIN disponibili sul sito www.inps.it.

Libretto Famiglia: il caso di utilizzatori deceduti

L’INPS ha tenuto a precisare con una disposizione contenuta nel messaggio del 17 maggio 2019, che la Libretto Famiglia è stata implementata per consentire in caso di decesso degli utilizzatori della piattaforma, la gestione delle seguenti casistiche:

  • richiesta di rimborso delle somme versate dal dante causa per il pagamento di prestazioni occasionali tramite Libretto Famiglia e non utilizzate per il pagamento di prestazioni;
  • inserimento di prestazioni lavorative svolte anteriormente al decesso del dante causa e dallo stesso non inserite nella procedura del Libretto Famiglia, al fine dell’erogazione del compenso al lavoratore da parte dell’INPS e dell’accredito della relativa contribuzione previdenziale.

Tag: Bonus babysitter, Congedi parentali, Decreto Rilancio, Libretto Famiglia


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