Cassa integrazione: quali sono le semplificazioni introdotte dall’INPS?

Cassa integrazione: quali sono le semplificazioni introdotte dall’INPS?

L’Inps attraverso il messaggio 2101 dello scorso 21 maggio, ha reso noto che sono state decise ed introdotte alcune semplificazioni nell’operatività delle procedure per le domande di Cassa ordinaria e di assegno ordinario, introdotte per beneficiare aziende, intermediari ed operatori.

La Cassa integrazione, argomento molto caldo sin dall’inizio del lockdown terminato solo nei primi giorni del mese di maggio, è stato uno dei punti principali di riflessione anche nella stesura e approvazione del Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 maggio.

All’interno del testo è stata infatti previsto lo stanziamento di oltre 15 miliardi al fine di garantire il raddoppio delle settimane fruibili dalle imprese in difficoltà per il sostegno ai propri dipendenti. Di seguito riportiamo quindi le novità di spicco adottate dall’INPS, i cui dettagli tecnici possono essere consultati nel manuale operativo messo a disposizione nell’”Area di download”.

Le novità promosse

Tra le principali novità scelte per semplificare la procedura delle domande, è stata aggiornata la funzione “Copia domanda GIGO”, già esistente nella procedura “UNICIGO”. Si è passato poi ad introdurre una facilitazione ulteriore per dichiarare le giornate di CIGO fruite sulle autorizzazioni con causali “COVID-19”.

Inoltre, è stata implementata la funzione “Duplica domanda”, accessibile da invio domande on line dei Fondi di solidarietà, per favorire un più rapido invio di nuove domande, riferite alle domande di assegno ordinario con causale “COVID-19”.

Altra novità, la semplificazione delle richieste di CIG in deroga, che saranno dirette solo all’INPS senza doppi canali che finora hanno rallentato l’erogazione. Si arriva poi alle nove settimane di cassa integrazione, sia ordinaria che in deroga.

Si tratta di una cassa integrazione con la cosiddetta formula “a rate” 5+4, di cui si potrà beneficiare fino ad ottobre 2020, queste non potranno essere richieste automaticamente tutte insieme, una scelta questa dettata dall’esigenza di “preservare” da un loro possibile esaurimento senza che poi queste risorse vengano effettivamente impiegate.

Le aziende che non hanno ancora utilizzato le prime nove previste dal Decreto Cura Italia, dovranno attendere la data del 31 agosto; le richieste e i periodi di fruizione, saranno regolate da questo meccanismo temporale:

  • fino al 31 maggio fino ad un totale di 14 settimane, fruibili tra il 23 febbraio e il 31 agosto, con richiesta entro un mese dall’inizio della sospensione,
  • per ulteriori quattro settimane dal 1° settembre al 31 ottobre, ma con richiesta da inviare entro una settimana dall’inizio della sospensione o riduzione delle attività lavorative.

Per le prime cinque settimane utilizzabili entro la precedente scadenza del 31 agosto non sarà necessario per le aziende che la stanno già utilizzando presentare domanda di proroga. Il nuovo decreto descrive in dettaglio anche l ‘iter di concessione, per cercare di assicurare i pagamenti entro un mese e mezzo dalla presentazione delle domande.

Scadenza nove settimane: richieste obbligatorie all’INPS

Altra novità di cui abbiamo accennato in apertura di articolo, riguarda i periodi successivi alle prime nove settimane riconosciute dalle regioni: le richieste dovranno essere presentate solo all’INPS a partire dal prossimo 18 giugno effettuando la domanda per via telematica con la lista dei lavoratori e le ore di sospensione per ciascuno eliminando di coinvolgere le Regioni e Inps.

Sarà l’INPS ad occuparsi dell’erogazione delle prestazioni, controllando sempre che vengano rispettati i limiti di spesa anche in ottica futura; il pagamento dell’acconto poi, avverrà in un massimo di 15 giorni come previsto dallo stesso ente di previdenza.

Sia i sindacati che parte della maggioranza avevano reagito negativamente al meccanismo delle richieste di CIG in tranches successive, segnalando che in questo modo molte aziende che hanno dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali già da marzo potrebbero esaurire le prime quattordici settimane entro metà giugno, ed essere impossibilitate ad utilizzare le ulteriori quattro prima del 1° settembre, in presenza peraltro del blocco dei licenziamenti confermato nel nuovo decreto per altri 3 mesi.

I numeri di aprile

Gli ammortizzatori sociali hanno registrato un record di fruizione mai visto prima nel mese passato: i dati ufficiali che lo stesso INPS ha reso noto, parlano di 772.298.874 ore di Cassa Integrazione utilizzate con la causale emergenza sanitaria Covid-19.

Un dato pazzesco considerato che il numero delle ore utilizzate è stato sufficiente ad eguagliare il numero di ore utilizzate nel corso dell’intero anno 2009, un anno non casuale, in quanto quello successivo alla grave crisi finanziaria che si era sviluppata e aveva segnato il 2008.

Le ore di Cassa Integrazione ordinaria sono state 712.969.630, l’8% in più rispetto ad aprile 2019, quelle di Cassa integrazione straordinaria sono state 12.449.855 (-30,3% rispetto aprile 2019), di cui solidarietà 2.295.255 (-46,2% rispetto aprile 2019), le ore di Cassa Integrazione Guadagni in Deroga sono state 46.879.38 (+2% rispetto aprile 2019).

Tag: INPS, Semplificazioni cassa integrazione, cassa integrazione