Come leggere una busta paga in maniera corretta?

Come leggere una busta paga in maniera corretta?

È chiaro che per i lavoratori l’avvicinarsi alla fine del mese diventi sinonimo di busta paga. Quando tuttavia la si va a consultare, lì qualche piccolo problema comincia, tanto da doversi spesso affidare alla rete per poter avere indicazioni utili su come leggerla in maniera corretta.

Infatti sono tante le voci che vengono riassunte all’interno del documento rilasciato dal datore di lavoro. Ci sono il numero di giorni di ferie maturati, il pagamento delle ore di straordinario, detrazioni, trattenute, assegni familiari, riduzioni dell’orario di lavoro e molto altro.

I cedolini italiani infatti risultano tutt’ora essere tra i più complessi al mondo, visto anche un numero eccessivo di leggi e circolari che regolano l’applicazione del sistema giuslavoristico del “Bel Paese”. Sono ben 80 le leggi tra circolari, commi e combinati disposti che rendono un mucchio selvaggio di acronimi e sigle un semplice foglio riassuntivo del lavoro nel mese precedente.

Entriamo quindi nel dettaglio e vediamo di riuscire a fare un po’ di chiarezza, così che la prossima volta leggere la busta paga sia meno snervante e sia più chiaro tutto il quadro presente nel cedolino.

Obblighi e struttura

La Legge stabilisce che tutti i datori di lavoro abbiano l’obbligo di consegnare, al momento della corresponsione della retribuzione ai lavoratori dipendenti, il prospetto di paga in cui devono essere indicati nome, cognome, qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari ecc.

La struttura della busta paga non è regolamentata da una normativa vigente che ne stabilisce un modello univoco per tutti o per lo meno un modello rappresentativo per ogni categoria di lavoratori subordinati.

Ogni azienda quindi si è adattata a ciò, provvedendo ad auto crearsi un modello di busta paga, individuando la forma più idonea alle proprie esigenze.

Ovviamente, resta inteso che alcuni elementi restano imprescindibili. Ad esempio, la busta paga deve sempre contenere tutti gli elementi che compongono la retribuzione, i dati identificativi del datore di lavoro, del lavoratore e le singole trattenute operate.

La busta paga si identifica quindi solitamente divisa in più sezioni, che andremo ad osservare singolarmente.

  • Elementi identificativi delle parti
  • Composizione della retribuzione
  • Corpo della busta paga
  • Determinazione delle trattenute
  • Contatori Statistici
  • Calendario delle presenze

Elementi identificativi

In questa sezione vengono riportati i dati identificativi sia del datore di lavoro che del lavoratore.

Per il datore di lavoro saranno esposti, in particolare, oltre a ragione sociale, partita IVA, e indirizzo della sede legale dell’azienda, anche le posizioni assicurative e previdenziali, nonché l’indicazione dell’eventuale unità produttiva, del centro di costo o reparto, presso cui il lavoratore svolge il suo servizio.

Per quanto riguarda invece il lavoratore, oltre alle generalità anagrafiche, risultano esposti anche gli elementi essenziali del contratto di lavoro sottoscritto tra le parti, come la data di assunzione, la qualifica e la mansione attribuite, il livello retributivo e la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro qualora si parli di contratti di lavoro a tempo parziale.

Come si compone la retribuzione?

La retribuzione che spetta al lavoratore è generalmente stabilita dalla Contrattazione Collettiva Nazionale del Lavoro che, in funzione del livello retributivo e della mansione, ne stabilisce l’ammontare.

Corrisposta a cadenza di norma mensile, è composta nei casi comuni da elementi ordinari e da elementi aggiuntivi.

Fanno parte degli elementi ordinari:

  • la paga base
  • l’ex indennità di contingenza
  • l’elemento distinto della retribuzione
  • il superminimo collettivo
  • scatti di anzianità
  • i superminimi individuali
  • le indennità di funzione
  • gli elementi derivanti dalla contrattazione decentrata

Tra gli elementi aggiuntivi invece troviamo:

  • le indennità di cassa o di maneggio denaro
  • le indennità di trasporto
  • le indennità di mensa
  • l’indennità di vacanza contrattuale

Tredicesima, quattordicesima mensilità ed eventuali premi di produzione/risultato sono invece da considerarsi retribuzioni indirette maturate con cadenza annuale.

È da considerarsi invece come retribuzione differita, la paga corrisposta quando si è giunti alla fine del rapporto di lavoro.

Quindi in tale casistica rientrano:

  • il Trattamento di fine rapporto (TFR)
  • l’indennità sostitutiva per le ferie
  • i permessi maturati e non goduti
  • le incentivazioni all’esodo
  • l’indennità sostitutiva del preavviso

Corpo della busta paga

Il corpo della busta paga rappresenta il momento di sviluppo e determinazione dell’importo spettante al lavoratore in relazione alla prestazione resa, in giorni oppure in ore.

La retribuzione spettante viene quindi rapportata alla quantità della prestazione resa, tenendo conto anche di elementi che determinano una maggiore prestazione rispetto a quella contrattualizzata, ad esempio il lavoro straordinario, festivo o notturno.

Concorrono poi alla determinazione delle spettanze anche le assenze retribuite (come festività, ferie, permessi e congedi retribuiti), le cui modalità e tempi di fruizione vengono generalmente stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Vale quindi la pena di ricordare che tra le assenze retribuite rientrano anche i cosiddetti eventi tutelati, ovvero le occasioni nelle quali interviene la tutela dagli Istituti previdenziali ed assicurativi a sostegno della retribuzione (come ad esempio i casi di malattia, maternità, congedi parentali o infortuni).

Nel corpo della busta paga sono inoltre contabilizzati:

  • gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF)
  • le indennità di trasferta
  • gli eventuali pignoramenti
  • eventuali benefit

Va comunque precisato che a ogni specifico CCNL e a ogni specifica mansione possono corrispondere ulteriori voci retributive che devono essere obbligatoriamente riportate nel prospetto paga, ad esempio indennità di cassa, indennità di mensa ecc.

Le trattenute

La busta paga ha l’obiettivo di certificare il reddito conseguito dal lavoratore, nonché le ritenute operate dal datore di lavoro, le quali concorrono alla formazione del cosiddetto “netto in busta”, vale a dire l’importo che il datore di lavoro dovrà corrispondere al lavoratore.

Le trattenute principali cui è soggetto il lavoratore sono quelle previdenziali e fiscali, che il datore di lavoro trattiene e successivamente versa agli enti preposti.

In particolare, si procede a individuare le somme soggette al prelievo contributivo cui viene applicata l’aliquota contributiva posta a carico del lavoratore, in relazione alla tipologia del contratto individuale di lavoro, del contratto collettivo applicato e della dimensione aziendale.

Le somme così ottenute sono dunque sottratte dal totale delle competenze spettanti al lavoratore, determinando così il reddito lordo sul quale verranno operate le ritenute fiscali.

Contatori statistici e calendario presenze

In questa sezione risultano esposti i contatori statistici relativi alla gestione delle ferie, dei ROL, delle ex festività, della banca ore. La maturazione delle ferie, come quella dei permessi retribuiti, è quantificata dal CCNL applicato dall’azienda, la quale può stabilirne anche le modalità di fruizione.

Le ferie, a differenza dei permessi retribuiti, rappresentano un diritto irrinunciabile del lavoratore, previsto dall’art. 36 della Costituzione. Il lavoratore ha diritto a un periodo di riposo di almeno due settimane nell’anno e di ulteriori due settimane nei 18 mesi successivi.

Le ferie godute dal lavoratore vengono perciò riportate nel corpo della busta paga anche a dimostrazione dell’avvenuto assolvimento del rispetto dei termini di fruizione previsti dalla norma.

Per quanto riguarda il calendario delle presenze, al suo interno devono risultare:

  • il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato
  • l’indicazione delle ore di straordinario
  • le eventuali assenze dal lavoro (anche non retribuite)
  • le ferie
  • i riposi

A seconda di come l’azienda è organizzata, esso può essere elaborato separatamente rispetto alla busta paga. Così facendo, viene a decadere l’obbligo di consegna al dipendente.

Busta paga firmata

La normativa vigente prevede l’obbligo per il datore di lavoro di consegnare la busta paga al lavoratore all’atto della corresponsione della retribuzione.

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga al dipendente, la prova dell’avvenuto passaggio è la firma posta dal lavoratore sulla copia del prospetto paga, che rimane al datore di lavoro.

La firma può essere considerata ricevuta, ma non implica tuttavia l’avvenuto pagamento dell’importo indicato. Infatti, in caso di mancato pagamento, le copie delle buste paga firmate fungono da efficacia probatoria del diritto di credito.

In caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore, di omissioni o inesattezze, il datore di lavoro incappa in una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 150 a 900 euro.

Qualora la violazione si riferisca a più di cinque lavoratori o a un periodo superiore a sei mesi, la sanzione va da 600 a 3.600 euro. Allo stesso modo se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori o a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione sale da 1.200 a 7.200 euro.

Vale la pena concludere ricordando la premessa fatta in precedenza: non avendo un modello imposto normativamente una busta paga può trovarsi formulata in vari modi e alcune parti analizzate possono essere omesse su scelta dell’azienda.

Tag: Busta paga, Leggere la busta paga


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