Come strutturare un contratto di lavoro per colf e badanti?

Come strutturare un contratto di lavoro per colf e badanti?

Capita a molte famiglie avere a carico familiari di una certa età non più autosufficienti al cento per cento che non possono essere assistiti nelle dovute maniere e con la dovuta attenzione. Questo succede per lo più per incompatibilità con gli orari di lavoro, ecco perché sono davvero tanti i nuclei familiari italiani che prendono la decisione di assumere colf e badanti per poter assicurare assistenza ai loro cari.

La badante tuttavia non è solo colei che assiste le persone, il suo compito infatti non si limita solo a quello, ella infatti finisce con l’occuparsi delle attività domestiche come lavare, cucinare, stirare ecc. In base a quelle che sono le proprie esigenze di famiglia, è possibile scegliere tra diverse tipologie di contratto.

Sono essenzialmente tre le tipologie contrattuali a cui si fa riferimento:

  • Full time
  • Part time
  • Badante convivente

Come fare il contratto

Nell’accordo vanno inseriti gli aspetti che regolano di norma il rapporto di lavoro: la decorrenza e la durata, eventuale periodo di prova, inquadramento, mansioni, orario di lavoro, retribuzione, eventuale vitto e alloggio, ferie e permessi, sede di lavoro ed eventuale tenuta di lavoro.

Colf e badanti hanno un periodo di prova stimato in 30 giorni lavorativi se sono inquadrati ai livelli D e D Super, per tutti gli altri livelli, il periodo di prova è invece di 8 giorni lavorativi. Per tutta la durata di prova il contratto può essere recesso da ambedue le parti senza obbligo di preavviso con il solo dovere di pagare i giorni lavorati.

Ci sono diversi livelli di inquadramento stabiliti dal contratto di nazionale di categoria:

  • Livello A: rientrano i lavoratori che non devono occuparsi dell’assistenza delle persone, con meno di 12 mesi di esperienza e che svolgono attività generiche e manuali;
  • Livello A Super: addetti alla compagnia;
  • Livello B: rientrano i lavoratori con più di 12 mesi di esperienza e con specifiche capacità professionali;
  • Livello B Super: lavoratori che prestano assistenza a persone autosufficienti;
  • Livello C: lavoratori con competenze professionali e in grado di lavorare in autonomia;
  • Livello C Super: lavoratori che prestano assistenza a persone non autosufficienti senza diploma specifico;
  • Livello D: lavoratori con titolo specifico per l’attività da svolgere e in grado di operare in autonomia;
  • Livello D Super: lavoratori che prestano assistenza a persone non autosufficienti e che sono in possesso di un diploma specifico.

Orario di lavoro, permessi e ferie

Ci sono ovviamente dei limiti che regolano gli orari di lavoro: badanti e colf non conviventi non possono svolgere più di 54 ore settimanali o 10 ore di lavoro consecutivo qualora siano conviventi con il datore di lavoro. Non possono essere più di 40 ore settimanali su 5-6 giorni se non sono conviventi con il datore di lavoro.

L’orario notturno scatta dalle 22 per terminare alle ore 6 del mattino; per chi lavora più di 6 ore consecutive e la presenza fissa sul posto di lavoro è stata concordata, il datore di lavoro deve farsi carico anche del diritto al pasto per il lavoratore.

Il lavoro straordinario deve essere pagato il 25% in più se lo straordinario viene svolto dalle 6 alle 22; il 50% in più se lo straordinario viene svolto dalle 22 alle 6; il 60% in più se lo straordinario viene svolto di domenica o in un giorno festivo; il 30% in più per i lavoratori non conviventi se lo straordinario viene svolto dalle 6 alle 22 e fino a 4 ore settimanali di straordinario.

Colf e badanti hanno diritto ai seguenti permessi retribuiti:

  1. 16 ore all’anno per i lavoratori conviventi;
  2. 12 ore all’anno per i lavoratori non conviventi con un orario pari o superiore alle 30 ore settimanali;
  3. 3 giorni lavorativi di lutto per la morte di un parente entro il secondo grado;
  4. 2 giorni al padre per la nascita di un figlio.

Per quanto concerne le ferie, il contratto nazionale stabilisce 26 giorni lavorativi all’anno tra i mesi di giugno e settembre, le parti tuttavia si riservano il diritto di poterle concordare diversamente, unica condizione, il non frazionare le ferie in più di due periodi l’anno.

Comunicazione del contratto

Una volta che il contratto è messo nero su bianco, a chi deve essere trasmesso per la registrazione?

E’ ovviamente l’INPS l’ente nazionale di previdenza sociale al quale il contratto deve essere comunicato entro le 24 ore del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro.

L’assunzione può essere annullata entro cinque giorni successivi da quello che viene riportato nella documentazione come giorno di inizio. Lo stesso passaggio deve essere ripetuto pedissequamente per eventuali proroghe, rinnovi, trasformazioni o cessazione del rapporto di lavoro o comunque di variazione di qualsiasi elemento che possa andare a condizionare il calcolo dei contributi.

Ogni tre mesi sarà onere del datore di lavoro versare i contributi INPS che saranno commisurati alla retribuzione oraria della badante, alla tredicesima mensilità (quest’ultima prevista dal contratto nazionale) ridistribuita su base oraria e all’importo dell’indennità di vitto e alloggio, sempre riferita su base oraria. Una piccola parte di contributi sarà invece a carico del lavoratore. Il calcolo dei contributi da versare varia a seconda che la badante lavori più o meno di 25 ore settimanali.

Andiamo ora a porre la lente di ingrandimento, su quelli che sono i casi in cui deve essere rilasciata la busta paga, full time o part time, alla badante/colf che gode dello stato di convivenza.

Busta paga badante full time convivente

 Per quanto attiene alle ore di lavoro, la badante full time lavorerà per 10 ore giornaliere non consecutive, con 2 ore di riposo, che in definitiva si traducono in 54 ore settimanali. Una sentenza della Corte di Cassazione del 4 gennaio 2018, ha previsto un riposo consecutivo di 11 ore giornaliere, costringendo di fatto a chi ha bisogno di assistenza notturna, ad assumere 2 persone.

Per quanto riguarda i costi si fa riferimento al CCNL del Lavoro Domestico, che distingue a seconda della categoria di appartenenza è prevede i seguenti stipendi su base mensile:

  • livello A: 629,15 euro
  • livello AS: 743,55 euro
  • livello B : 800,74 euro
  • livello BS: 857,94 euro
  • livello C: 915,15 euro
  • livello CS: 972,33 euro

Busta paga badante part time convivente

La badante convivente può essere assunta anche con un contratto part-time di 30 ore settimanali. L’attività lavorativa può essere quindi collocata in diverse fasce orarie comprese tra le 6.00 e le 14.00, oppure tra le 14.00 e le 22.00.

Lo stipendio minimo di una badante part time varia a seconda dei livelli: per il livello B il corrispettivo è di 568,32 euro; per il livello B Super il corrispettivo è di 596,74 euro; per il livello C è di 659,24 euro. Non possono invece essere assunte con un contratto di questo genere badanti di fascia A come le badanti di esperienza, A Super come le babysitter e Fascia C Super come le badanti per persone autosufficienti.

Tag: Composizione contratto badanti e colf, Contratto di lavoro badanti e colf


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