Pensione anticipata per dipendente pubblico invalido: quali sono le condizioni?

Pensione anticipata per dipendente pubblico invalido: quali sono le condizioni?

Il raggiungimento della pensione con il passare degli anni sembra somigliare sempre più ad un sogno inestimabile piuttosto che ad un traguardo concreto.

Anche in questi giorni il tema resta molto caldo, considerando la promessa dell’Esecutivo di tornare a revisionare il sistema pensionistico per apportare eventuali migliorie, dopo aver lavorato nelle scorse settimane su quella che è la situazione di assunzioni e contratti di apprendistato.

Per i lavoratori dipendenti delle pubbliche Amministrazioni il limite ordinamentale, previsto dai singoli settori di appartenenza per il collocamento a riposo d’ufficio, non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici stabiliti per la pensione di vecchiaia.

Tutto ciò è previsto dall’articolo 24, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, a seguito della interpretazione autentica del dl 101 2013. L’aver compiuto 65 anni, costituisce per il dipendente pubblico il gong sulla prosecuzione dell’attività lavorativa, nel caso in cui il lavoratore in questione abbia conseguito a qualsiasi titolo i requisiti per il diritto alla pensione.

Qualora invece non si godrà, al raggiungimento della medesima età, dei requisiti necessari, il lavoratore dovrà restare in servizio oltre la soglia detta in precedenza fino a che non sia maturata la prima decorrenza utile della pensione: così facendo, raggiunte le condizioni necessarie per la pensione, l’Amministrazione deve risolvere il rapporto di lavoro.

Quali sono, però, le condizioni “sine qua non” per poter accedere allo status di pensionato per un lavoratore dipendente delle pubbliche Amministrazioni titolare di assegno ordinario di invalidità?

L’assegno di invalidità si può trasformare in assegno pensionistico solo al ricorrere dei requisiti per la pensione di vecchiaia, tra cui è sicuramente da annoverare la pensione di vecchiaia anticipata.

Con la circolare dello scorso 30 gennaio, la numero 20 pubblicata dall’INPS, lo stesso Istituto della previdenza sociale ha voluto riunire in un documento ufficiale quelle che sono le istruzioni e i requisiti per il conseguimento del trattamento pensionistico della vecchiaia anticipata nei confronti dei dipendenti pubblici iscritti presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria e titolari di assegno ordinario di invalidità previsto dall’articolo 1 della L. n. 222 del 1984.

Le “carte in regola” per accedere

Analizziamo quindi quali sono, le caratteristiche necessarie per richiedere l’anticipo della pensione in presenza di una forte invalidità riconosciuta:

  • L’accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80%;
  • Il compimento dell’età anagrafica, 55 anni per le donne e 60 anni per gli uomini, adeguata agli incrementi alla speranza di vita. Si consideri che per gli anni 2019 e 2020, gli incrementi applicati sono pari a 12 mesi;
  • La maturazione dell’anzianità contributiva minima di 20 anni nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti (cfr. circolare n. 262 del 3 dicembre 1984, punto 13.1);
  • Il decorso di 12 mesi dalla data di maturazione del requisito (anagrafico, contributivo o sanitario) da ultimo perfezionato.

 

Resta tuttavia al datore di lavoro pubblico l’onere di chiedere alla struttura INPS competente sul territorio l’accertamento del requisito sanitario, il cui esito viene comunicato dallo stesso organo al datore di lavoro e al diretto interessato. Tale accertamento, è utile inoltre anche per la definizione della domanda da parte dalla Struttura territoriale.

Le disposizioni lette sino ad ora vengono applicate esclusivamente nei confronti dei dipendenti pubblici iscritti presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti dall’assicurazione generale obbligatoria e titolare di assegno ordinario di invalidità previsto dall’articolo 1 della legge n. 222 del 1984.

Sarà l’Istituto stesso a dover riscontrare le richieste delle Amministrazioni interessate sui dipendenti ormai vicini al raggiungimento del limite, fornendo le indicazioni necessarie sull’anzianità contributiva maturata nel complesso e sull’eventuale titolarità dell’assegno di invalidità.

In quest’ultimo caso citato, si dovrà precisare anche se l’anzianità sia pari o superiore a 20 anni nel FPLD, come nei termini evidenziati.

Tag: Criteri di invalidità, Dipendenti pubblici, Pensione anticipata